(Inizia l'episodio)
Zzz.. zz...
(Svegliati)
Mi sembra di aver dormito tre per tre giorni... Ma che è successo fuori?
(Esci dalla finestra)
Oh, è tutto così verde e pulito...
(Continua a camminare per la via)
Il supermercato dove andavo sempre con la nonna! Chissà com'è diventato dentro.
(Continua)
Ma non poteva portarsela da sola la spesa? (Esci)
Me lo ricordavo più marcio questo posto...
Questa era una biblioteca??
Che voglia... A me se non obbligano non lo apro neanche per sogno un libro.
(Segui il sentiero)
Ehi, scusa se ti ho disturbato. Non avevo mai visto qualcuno piantare
degli alberi dal vivo, mi chiedevo chi te lo facesse fare.
Ti ascolto volentieri (Siediti)
(Continua)
Ti ringrazio, mi ha fatto piacere parlare con te, credo di star capendo molte cose. (Alzati)
Che strano quel ragazzo. In realtà una cosa che non capisco è
il perchè se la sia presa lui la responsabilità di fare questo lavoro.
Questo posto mi sembra così familiare...
Non pensavo avrei mai visto dei bambini giocare qui vicino. Oh! Una sta piangendo.
Le sta dando il suo orsetto?
Mi chiedo chi abbia insegnato a questi bambini ad essere così gentili l’uno con l’altro.
Sarà per questo che funziona tutto così bene qui.
Ah si è fatto tardi! Magari prendo un treno per tornare a casa.
Ma quello è... AXEL! Non pensavo di trovarti qui!
...Nulla, ero contenta di vederti in questo posto, è come lo abbiamo sempre sognato!
Sono tutti
così gentili, ho visto-
Come non te ne frega? Non capisci? Potremmo vivere anche noi così! Abbiamo sempre
sognato tutto questo. Gli alberi, i negozietti, i bagni al lago... Non ti ricordi?
Forse so cosa dobbiamo fare per cambiare le cose.
No Axel non capisci! So che è complicato, ma sono sicura che se non iniziamo da
nessuna parte
continueremo a piangerci addosso senza fare nulla per sempre!
...Si può sapere che ti è preso?
(Dagli uno schiaffo e vai via)
(Allontanati senza fare nulla)
Ma che diamine gli è preso? E pensare che era lui quello che diceva che ci meritavamo un mondo migliore.
E se avesse ragione? In effetti chi sono io per cambiare le cose?
Queste parole... Mi suonano familiari... Nonna?
....
(Svegliati)
Oh, era solo un sogno. Ma... sto piangendo?
Devo raccontarlo alla nonna.
Nonna, ho appena fatto un sogno assurdo. Sembrava tutto così
reale, poi però ho visto Axel, ma era diverso...
E ho trovato un diario che parlava della grande guerra. Non so spiegarti il perché ma
avevo come la sensazione che quelle frasi fossero familiari e-
(Continua)
...Sì sono le stesse identiche parole del mio sogno.
Oh... È tutto vero quindi. Non me ne hai mai parlato.
Non so neanche perché si sia combattuta questa stupida guerra, qual è stato il motivo?
NONNA: Non c’è stata un’unica causa. Erano anni che sentivamo la tensione tra i leader mondiali, sempre
più assetati di denaro e potere, che combattevano guerre che a noi sembravano così lontane...
NONNA: Avevamo la pace, ci ripetevamo, non siamo in guerra, quella si stava
combattendo altrove. Finché le risorse hanno iniziato a scarseggiare per tutti.
NONNA: Abbiamo iniziato a ribellarci per avere diritto alla vita, ma fu una questione
di pochi mesi prima che venissero lanciate le prime bombe. Non rimase quasi nulla.
NONNA: Le grandi metropoli vennero spazzate via, le popolazioni si dimezzarono. I pochi rimasti si
unirono in piccoli villaggi piangendo i propri cari. Persi tuo nonno a causa delle radiazioni.
Ho capito, nonna. Ti ringrazio, capisco perché non sia qualcosa di cui mi hai mai parlato.
Vieni con me, voglio farti vedere dove sono stata.
(Esci)
Oh, ecco come me lo ricordavo questo posto.
(Entra nel supermercato)
Guarda nonna, quella è la stessa bambina del mio sogno!
Ha spinto giù la signora per rubarle la spesa! Non credevo una bambina
così piccola fosse capace di tanta cattiveria.
Sì forse hai ragione.
Ecco, qui nel sogno avevo visto una ragazza che leggeva, somigliava a... lei...
Ehi! Perché stai bruciando tutti quei libri? Sei impazzita?
Inutili? Non penso che i libri siano inutili...Fermati! Nonna dille qualcosa!
(Continua)
(Continua)
(Continua)
Andiamo via nonna, è inutile.
Passiamo per la foresta, ci venivo sempre a giocare da piccola, ricordi?
Ho sognato anche lui...
No! É ancora accesa!
(Allotanati velocemente!)
Era rimasto quasi nulla di questa foresta, ha distrutto anni di vita che finalmente iniziava a rinascere.
Già... Ho sognato anche dei bambini giocare in riva al lago, vieni.
Oh, nel mio sogno era così pulito...
Aiuto! Cosa gli è successo?! (Corri via)
Mi dispiace molto, sarà affamato. Andiamo in stazione, si sta facendo buio.
Axel! Sono così felice di vederti tornato alla normalità.
(Abbraccialo)
(Sorridi senza avvicinarti)
Axel, ti ricordi delle nostre conversazioni? Quando parlavamo fino alle due di notte sognando
di poter un giorno fare il bagno in un lago pulito, o di fare un picnic nel bosco?
Ci ho pensato tanto ultimamente... Provo quasi nostalgia per questi momenti che
in realtà non abbiamo mai vissuto. Ma li voglio Axel, li voglio vivere.
Voglio vivere in quel mondo che passavamo ore a immaginare e desiderare. Ce l’hanno strappato via,
ci è stato rubato dall’egoismo, dall’ignoranza, dall’indifferenza, dalla sete per il potere...
Dobbiamo! Non accetto la realtà così com’è, e non aspetterò che dall’alto calino leggi che
ci spingano ad agire nel bene, perché mentre restiamo in attesa il mondo soffoca
Abbiamo il diritto di vivere in un posto migliore. Non rinuncio al futuro, Axel, è tutto ciò che abbiamo.
(Finisci l'episodio)